Galline e cavallini

Tra le credenze popolari tirolesi, la ricorrenza di Ognissanti una volta rappresentava il giorno in cui le “povere anime” venivano liberate dalle braci ardenti del Purgatorio, potendo così vagare liberamente sulla terra per tutta la giornata. Questa “uscita” inusuale terminava con i “Schidungsläuten” (rintocchi di campane che segnalano l’ora del congedo) nel giorno dedicato ai Defunti. Al pomeriggio si svolgeva la processione solenne attorno al camposanto (a seconda della località, fino a tre giri), alla quale partecipavano giovani e anziani.

Dopo la processione per i defunti, tradizionalmente veniva annunciata la visita dei figliocci alle loro “Goutln” (madrine). Le contadine benestanti avevano allora fino a 20-30 figliocci, che accoglievano con caffè dolce e pane fragrante. Ogni bambino riceveva inoltre una specie di ciambella di pane dolce da portare a casa: i bambini a forma di coniglietto, cerbiatto o cavallino, le bambine a forma di gallina. 

Questo soffice intreccio di pasta al burro viene proposto ancora oggi da numerosi panifici della Val Pusteria appositamente per la festività di Ognissanti, ed è ideale a colazione, per un brunch o per accompagnare una tazza di tè nella pausa pomeridiana.

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